L’Italia contro la cannabis, autolesionista crea il primo precedente!

Ragazzi miei oggi è una pagina nera della nostra storia, l’Italia autolesionista contro la cannabis, ormai è assodato e lo schieramento è netto.

In barba agli andamenti mondiali, in barba alla legge che noi stessi promulghiamo, basta che un ministro parli, che la stampa continui ad etichettare la cannabis e chi la rivende legalmente, puntualizziamolo, come mercanti di morte!

Ma stiamo scherzando? Partiamo dal presupposto che la cannabis detta legale o light ha dei livelli di THC talmente irrisori da farci ridere (di delusione ovviamente).

È puro moralismo amici miei, appoggiato da una fetta di politica moralista ed ipocrita, che toglie il diritto di impresa su una pianta, che toglie soldi alla criminalità e fa entrare nelle casse dello stato italiano fondi da reinvestire nel PUBBLICO, amici miei non privato, ripeto, pubblico.
Dal mio punto di vista è come se avessero vietato la vendita di birre analcoliche, esatto, perché la cannabis legale solo a quella può essere paragonata.

Perfino qui l’abbiamo presa in giro questa versione “light” che è tanto fumo, ma di arrosto quasi nulla.

Prima guardavo il TG e una imprenditrice giovane tornata dal Canada con lo scopo di aprire un Cannabis store è andato in fumo, 4 attività aperte per un totale di €160.000 ormai destinate al fallimento.

Stava procedendo modestamente l’Italia da un po’ a questa parte. Allo stato attuale siamo sicuramente regrediti. Ma come sia possibile che dopo tutti i dati positivi e la regolamentazione che poteva solo aiutare questo paese, abbiamo avuto alla fine un Italia contro la cannabis.

Spero caldamente di scrivere post opposti a questo, di gioia verso la libera impresa, per un salto culturale ed intellettivo superiore.

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